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Otto anni fa

Basterebbe un tatuaggio, uno o più puntini neri, di quelli che una volta si facevamo per sfoggiare il proprio egocentrismo in pubblico, di quelli che poi vanno via da soli dopo qualche settimana, e in alcuni ospedali so che fanno così. Nella mia città, no: così, le croci di vernice rossa disegnate sul torace mi costringono ad allacciare tutti i bottoni, ad indossare la tonaca, l’abito da cerimonia di un curioso prete laico. La radioterapia ti marchia, nel vero senso dell’espressione, e non c’è nessuna preoccupazione per questo. Guardatemi fratelli, porto la croce: io sono il cancro.

4 settembre 2002

Argomenti: Cancro.

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