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Ieri

Ieri è accaduta una cosa seria, una cosa che ha richiesto un tempo lungo perchè la metabolizassi. La malattia ha provato a venire a prendermi, manifestando palesemente quei sintomi che – ora – rappresentano la via verso la fine. Intorno alle 15.30 due dita della mano sinistra mi si sono piegate e bloccate da sole, in una paralisi spastica temporanea, dovuta sicuramente a una delle metastasi cerebrali-midollari che ha fatto pressione. La cosa è durata poco, forse tre o quattro minuti, ma è stata una esperienza decisiva.

Cosa ho fatto?

Chiamato mia moglie, mandato mail ai medici, chiamato amico in grado di arrivare in tempi brevi, messo i cani in terrazzo e lasciata aperta la porta di casa. Poi mi sono seduto per terra e ho pensato: va bene, sono qui, fai quello che devi fare e vai al diavolo. Non ho neanche chiamato il 118, pensando che tanto non avrebbe fatto in tempo. Pochi secondi e ho sentito le dita staccarsi da sole, la crisi stava rientrando. Cortisone di nuovo in dose massiccia, le telefonate con i radioterapisti, il bisogno di staccare e non pensarci per qualche ora almeno.

Ma anche raccontarla il giorno dopo fa sentire male.

Argomenti: Cancro.

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