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Epo e altri strani animali

A giugno scorso, neanche tanto tempo fa in fondo, mi hanno dovuto fare un piano terapeutico per la somministrazione dell’Epo, un farmaco indispensabile per tirare su i valori dell’emoglobina quando questa – per via della chemioterapia – scende troppo. Nel mio caso il ciclo prevedeva cinque iniezioni sottocutanee e le nuove analisi alle fine, per capire se avesse avuto un effetto e quale. Richiesta fatta dall’ospedale e approvata dalla ASL di competenza, seconda richiesta del medico di famiglia, fila in farmacia con duemila carte da presentare. Il tutto in un clima sgradevole, neanche stessi a prendere del metadone, e perdendo una mattina perchè alla fine nessuno sapeva se doveva darmela la farmacia dell’ospedale o una farmacia qualunque. Mi sono sentito, mi hanno fatto sentire, una specie di scemo, come se mi stessi divertendo. Ecco, mi è venuto in mente in questi giorni, che se ne parla tanto per altre ragioni. E sono due volte che grazie all’Epo torno in piedi, senza assolutamente voler fare l’apologia del doping, solo provare a riportare la cosa per quello che veramente dovrebbe essere. Di questi farmaci chi ha problemi come il mio, ne ha bisogno. Quello di cui non ha bisogno è che gli venga ancora più complicata la vita, cosa che sicuramente accadrà stringendo ancora i controlli.

Argomenti: Cancro.

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