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Ai miei medici, buon Natale

Raccontare gli ultimi due anni non è facile, forse potrei riassumerli con la frase “sono stati un casino”: recidive, emergenze continue, terapie sperimentali, interventi. Due anni duri per me, in cui ho accusato i colpi, in cui ho iniziato ad avere paura davvero. Ma non voglio parlare di questo, voglio provare a spendere qualche riga per i miei medici, che in tutto questo non mi hanno mai lasciato solo. Alcuni di loro mi seguono da più di dieci anni, altri sono subentrati in questi mesi, altri mi seguono da lontano. Ma tutti importanti per me. E allora, in ordine casuale e con qualche giorno di anticipo che sto finendo la panencefalica e sto suonato come Liston contro Alì:

Lorenzo, sei stato il mio maestro da quando ci siamo conosciuti ormai dieci anni fa; se non ti avessi incontrato non sarei qui ora. Non serve dire altro.

Guido, sei un fratello. Punto.

Laura, ci sei sempre, grazie.

Michele, che le hai provate e continui a provarle tutte, con pazienza, anche lavorando in un ospedale che dire incasinato è fargli un complimento (se ancora non ho attaccato qualcuno al muro è solo per il rispetto che ho per te), senza mai negarmi l’ascolto.

Giovannella e tutto il team di Napoli, che fate miracoli senza una stanza per lavorare, senza un computer, senza fondi. Dei guerriglieri della ricerca, siete un esempio per tutti.

Gerardina, che ogni mese mi chiami da Napoli per sapere come sto (scusami, non ho un tuo link).

Ida, che mi hai sempre consigliato; perdonami per averti travolta con le mie paure.

Maria Alessandra, in due mesi non si sa cosa sei riuscita a fare, troverò le parole giuste un giorno.

Comunque vada a finire, grazie di tutto.

E Buon Natale!

Alessandro

Argomenti: Cancro.

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