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Ieri e ieri l’altro

Succede che uno si sveglia armato delle intenzioni più buone, con l’idea di mettere a posto le cose rimaste incasinate da tempo e che – per pigrizia o per altri motivi – ha lasciato da parte. Prende il saldatore a stagno, lo fa scaldare e inizia a invertire un cavo. Niente di complicato, invertire un cavo ad un pedale, così da non doverlo ricomprare, così da avere uno switch al posto di un sustain. Ma non ci riesce. Prova una volta, due, tre. Poi lancia il saldatore urlando e inizia a piangere, pensa a suo nonno quando glielo regalò, per primo, tanti anni fa. Pensa a suo nonno che forse lo immaginava come perito elettronico. E piange.

Passa un giorno e arrivano le ram per il MacBook, ordinate qualche giorno prima. Sul MacBook c’è tutto, Superior Drummer, Logic, Amplitube: c’è la propria vita. Smonta le ram vecchie, mette quelle nuove e la macchina non parte più. Allora pensa le nuove siano fallate, rimette le vecchie ma la macchina non parte più. Ripete la cosa due o tre volte, poi pensa di lanciare il computer dalla finestra. E piange, per dieci minuti piange. Alla fine, guidato da un amico, riesce nell’intento.

Cose fatte e rifatte decine di volte. Ma non le sa più fare. Cose date per scontate. Ma non lo sono più. La vita che non torna. La vita che non tornerà.

Argomenti: Cancro.

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